Impossibile Silenzio
Abbiamo scritto tutti qualcosa durante il lockdown, nella primavera 2020, quando la notte era fresca e il giorno mite e assolato - o almeno, così ci sembrava a guardarlo dalla finestra.
Io durante quel lungo periodo di "noia" ho avuto ben poco tempo per scrivere. Mi sono dedicata, in effetti, solamente alla strana metafora di Impossibile silenzio. Abito proprio sui campi, vicino ad un provinciale trafficato ventiquattr'ore al giorno, sotto un cielo perennemente attraversato da aerei ed elicotteri. In un quartiere, insomma, che di silenzioso ha proprio poco, normalmente.
A marzo 2020, comunque, l'assenza di rumore ha cercato di raggiungere queste orecchie inquinate che ho. (Tempo di lettura: 4 minuti)
«Non c'è vento, nemmeno un pochino. Nessuna compagnia che canticchia. Per qualche attimo, nessun cagnolino abbaia e nessun cavallo nitrisce; per il gracchiare delle rane è ancora presto, come per le cicale e i grilli e i pipistrelli, quindi la loro assenza è normale.»

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