Edifici come libri
Il mio bus sfreccia sulla circonvallazione. Odio questo posto: ci troviamo alle porte della metropoli, quindi è tutto estremamente… Squallido. Gli edifici sono grigi, sia perché intonacati di questa tinta insapore, sia perché lerci a causa dello smog. E poi, essendo ancora inverno, gli alberi che li circondano sono spogli e di color beige. Il trionfo della mediocrità e della tristezza provinciale, insomma. Sono stanca di tenere il capo chino sul cellulare: questo è il motivo per cui sto permettendo che simili sensazioni si insinuino nella mia anima attraverso il portale degli occhi. Perciò lontano, come una visione, riconosco la sagoma del centro commerciale che ho visitato tre volte dacché esisto, con tre persone diverse ma ugualmente importanti nella mia vita. Poi, da subito oltre la barriera fonoassorbente a perdita d'occhio, scorgo unicamente alberi. Anzi, come dicevo, i loro scheletri sottili, bassi, uniformi, della stessa tinta del cielo soffocante che ci sovrasta. A seguire,...