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Edifici come libri

Il mio bus sfreccia sulla circonvallazione. Odio questo posto: ci troviamo alle porte della metropoli, quindi è tutto estremamente… Squallido. Gli edifici sono grigi, sia perché intonacati di questa tinta insapore, sia perché lerci a causa dello smog. E poi, essendo ancora inverno, gli alberi che li circondano sono spogli e di color beige. Il trionfo della mediocrità e della tristezza provinciale, insomma. Sono stanca di tenere il capo chino sul cellulare: questo è il motivo per cui sto permettendo che simili sensazioni si insinuino nella mia anima attraverso il portale degli occhi. Perciò lontano, come una visione, riconosco la sagoma del centro commerciale che ho visitato tre volte dacché esisto, con tre persone diverse ma ugualmente importanti nella mia vita. Poi, da subito oltre la barriera fonoassorbente a perdita d'occhio, scorgo unicamente alberi. Anzi, come dicevo, i loro scheletri sottili, bassi, uniformi, della stessa tinta del cielo soffocante che ci sovrasta. A seguire,...

Basilea (oneshot)

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Era una splendida giornata primaverile a Basilea. Il sole era perfettamente perpendicolare al suolo, motivo per cui tutta la città sembrava sospesa in un’atmosfera leggerissima, completamente priva di gravità. Quando una bava di vento gli ha sfiorato la guancia, Ernst ha chiuso gli occhi e si è lasciato cullare dalla cantilena del Reno e dal tepore del sole. La tranquillità di quel luogo stava lenendo le ferite della sua anima: non si trattava di una pace totale, perché ovunque ci sia un uomo c’è almeno una lotta, ma la vita ordinaria era quanto gli serviva per rimettersi in forze. Il Reno, più a nord, era stato per lui simbolo di sacrificio, di terrore e di vuoto. Era nelle sue acque che tanti, troppi suoi compagni erano scomparsi. Eppure, era grazie all’acqua del medesimo fiume che il suo squadrone aveva potuto sopravvivere, dissetarsi e lavarsi le ferite. Sì, lassù aveva visto questo corso farsi completamente scarlatto; ma a Basilea l’acqua era tersa ed invitante; sembra...

Meraviglioso mondo...

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  Ho iniziato a vedere l’autostrada con occhi diversi da relativamente poco. A bordo delle auto non si nota tanto: che siano i finestrini piccoli, la relativa sicurezza del mezzo, la velocità tipicamente alta o gli ingorghi che mettono il cattivo umore, questo non saprei dirlo. Sono certa soltanto che, in automobile, l’autostrada è tutto fuorché bella. Durante i viaggi lunghi si sta male. O almeno si ha paura di stare male. Analizzando la situazione tipica, si parte la mattina ad un orario mai contemplato per tale azione - persino la sveglia è titubante al momento di suonare - e ci si mette alla guida in uno stato simile al coma. La luce dà fastidio agli occhi, il silenzio è totale, si sbadiglia e si tengono gli occhi fissi all’asfalto per meccanismo automatico. Si arriva ad un casello critico, con l’aiuto della dea bendata superandolo senza problemi, ci si ferma in autogrill per una breve sosta e si riparte, magari con un pochino di mal di testa ma comunque meglio di prima. Si esc...

Parole per... Riflettere.

  Ancora una volta parlo di lei. Perché è più di una migliore amica, più di un’amante. Anzi, no. Ciò che ella fa per me è qualcosa di unico. Il suo ruolo nella mia vita non può essere svolto da altri: lei è oggettivamente necessaria… A volte fa paura, a volte rabbia, felicità, incredulità, invidia, orrore, orgoglio, a volte ancora affetto. Ma che sto dicendo? Voglio parlare di lei perché è enorme. Ha mille particolarità e infinite sfaccettature, per cui è un ottimo argomento. Anzi, voglio parlare di lei perché l’amo. Ella si inscrive in un rettangolo. Più precisamente in un trapezio isoscele, di quelli a piramide senza cima. È generalmente gelida al tatto; liscia; coriacea. Poi dipende dai punti, perché sui fianchi verso il fronte è piuttosto malleabile, mentre in basso - quasi sotto - è ruvida. Ha la caratteristica di essere sempre sporca. Questo perché non ho abbastanza soldi da permettermi una rimessa. Quindi la lavo: prendo il mio panno, un catino e l’aspirapolvere, perdo mezza...

Grazie per Nulla

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  Accettando una sfida mi sono lanciata in un'impresa gigantesca. Scrivere una lettera al primo amore, attraverso la voce di qualcun altro - quella di Maurice Hall, protagonista di un magnifico libro di E.M. Forster, per la precisione. Perché un libro ti piace soprattutto quando lo senti vicino. No? (Tempo di lettura: 4 minuti) Eri la perfezione, e quindi un prodotto della fantasia; eri un sogno, l'illusione che mi ha proiettato nella realtà, e il tempo è riuscito a farti sfumare completamente.   👉 Se ti va, puoi leggerla qui ! Grazie.

La Rêve

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Non è facile mettere su carta uno dei propri sogni ricorrenti, ma può succedere che si avverta una specie di bisogno di farlo. È proprio quel che mi è successo a maggio 2018. Come tutti i sogni, ogni particolare potrebbe avere un significato, ma ho deciso di scriverla senza interpretarla. È solo un racconto con poco senso e niente trama. (Tempo di lettura: 6 minuti) La prendo a braccetto e partiamo verso il portone marcio della casetta abbandonata, oltre una recinzione sfondata in diversi punti, sul vialino di ciottoli rumorosi.  Respiro e spalanco la porta: sempre la stessa visione. Non so da dove arrivi la luce, so solo che ce n'è abbastanza da permettermi di vedere.  

Impossibile Silenzio

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Abbiamo scritto tutti qualcosa durante il lockdown, nella primavera 2020, quando la notte era fresca e il giorno mite e assolato - o almeno, così ci sembrava a guardarlo dalla finestra. Io durante quel lungo periodo di "noia" ho avuto ben poco tempo per scrivere. Mi sono dedicata, in effetti, solamente alla strana metafora di Impossibile silenzio. Abito proprio sui campi, vicino ad un provinciale trafficato ventiquattr'ore al giorno, sotto un cielo perennemente attraversato da aerei ed elicotteri. In un quartiere, insomma, che di silenzioso ha proprio poco, normalmente. A marzo 2020, comunque, l'assenza di rumore ha cercato di raggiungere queste orecchie inquinate che ho. (Tempo di lettura: 4 minuti) «Non c'è vento, nemmeno un pochino. Nessuna compagnia che canticchia. Per qualche attimo, nessun cagnolino abbaia e nessun cavallo nitrisce; per il gracchiare delle rane è ancora presto, come per le cicale e i grilli e i pipistrelli, quindi la loro assenza è normale.»...